12/21/2012

Al-Khidr ed il profeta Mosè (pace su di lui)

tradotto da Il Corano per piccoli cuori

Durante il suo lungo viaggio verso la terra promessa, il profeta Mosè (pace su di lui) apprese molte lezioni. Una di queste gli venne da Al-Khidr. Al-Khidr fu un personaggio a cui Allah (Subbhanhu wa ta’ala) offerse in dono una sapienza particolare ed il potere di cambiare alcune cose nel mondo.

Il profeta Mosè (pace su di lui) intraprese un viaggio lungo e stancante per mare, facendo un giuramento e cioè che non si sarebbe fermato finché non trovava il punto dove i due mari si incontrano.

Mosè (pace su di lui) intraprese il viaggio con il suo giovane discepolo Yusha bin Nun. Ad un certo punto i pesci che avevano portato con sé per sfamarsi, si rianimarono, sgusciarono fuori dal cesto e nuotarono verso il mare. Questo fu il punto in cui incontrarono Al-Khidr, Mosè (pace su di lui) gli chiese: “Posso seguirti per apprendere la tua sapienza?”. Al-Khidr gli rispose: “Impossibile! Non saresti in grado di tollerare tutto ciò che c’è dietro la mia sapienza”.

Mosè (pace su di lui) rispose: “Mi troverai paziente in sha’Allah: non ti arrecherò alcun fastidio”. Al-Khidr fu allora d’accordo ma avvertì Mosè (pace su di lui) di non domandargli nulla finché non fosse stato lui stesso a spiergargli.

I due uomini si imbarcono, Al-Khidr fece deliberatamente un foro alla piccola imbarcazione sulla quale si trovavano. Mosè (pace su di lui) esclamò: “Ehi! Vuoi far annegare i passeggeri?”. Al-Khidr gli rispose: “Te lo avevo detto che non ti saresti potuto trattenere dal porre domande”.

Mosè (pace su di lui) gli disse: “Perdonami, per favore non ti arrabbiare.”

Viaggiarono a lungo finché incontrarono un giovane ragazzo che Al-Khidr non esitò ad uccidere. Mosè (pace su di lui) esclamò: “Che malvagità uccidere un animo innocente!”

Al-Khidr gli disse di nuovo: “Ti avevo avvertito che non avresti avuto pazienza.” Mosè (pace su di lui) rispose: “Se ti domando di nuovo, abbandonami perché allora vuol dire che lo merito”.

Giunsero in una città e chiesero del cibo, ma glielo rifiutarono. Vedendo un muro che stava per cadere, Al-Khidr lo riparò, ma Mosè (pace su di lui) obiettò dicendo che quelle persone non avevano voluto neppure ospitarli ed egli invece gli rendeva servigi senza neppure essere pagato.

Al-Khidr allora gli disse: “È giunto il momento della nostra separazione. Ma prima voglio spiegarti il perché delle mie azioni che a te sono sembrate così orribili. Ho danneggiato quella barca perché apparteneva a dei pescatori molto poveri, e lí vicino abita un re che saccheggia ogni imbarcazione [la barca dei poveri pescatori fu l’unica che non fu confiscata dal re tiranno proprio perché danneggiata, e così di lí a poco essi diventarono ricchi perché i loro affari migliorarono molto]. Per quanto riguarda il giovane che ho ucciso, avrebbe arrecato dolore e soffereza ai propri genitori a causa della sua malavagità e miscredenza. Prego che il mio Signore gli doni un figlio dolce e buono. Il muro, invece, apparteneva a due orfani, figli di un uomo onesto di quella città. Nascosto sotto il muro c’è un tesoro sepolto. Allah (Subbhanahu wa ta’ala) ha decretato che essi stessi lo scoprano quando saranno più maturi. Quello che ho fatto non è stato per mia volontà. Ciò ha reso evidente che non potrai sopportare quello che vedi.”

Tutto questo dimostra l’Altissima Saggezza Divina. Le cose possono essere molto diverse da quello che ci appaiono, dati i limiti della conoscenza umana. La conoscenza limitata dell’uomo e la sua sfiducia gli causa dolore, ma il vero credente non si dispera mai, neanche dinanzi alle calamità perché sa bene che la giusta mano di Allah (Subbhanahu wa ta’ala) dirige l’umanità verso il bene. Questa è la morale della storia di Al-Khidr.

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Controllo della comprensione e Nomi di Allah

Al termine della lettura o racconto fategli delle domande:

Chi è Il Più Saggio? AL-HAKÎM il Saggio.

La realtà è sempre come appare?

Qual è la morale di questa incredibile storia?

Insegnate loro alcuni dei Nomi di Allah che spiegano la Sua Saggezza, la Sua Giustizia, il Suo Volere, quali:

AL-MUHAYMIN il Custode,

AL-JABBÂR Colui Che costringe al Suo Volere,

AL-MUTAKABBIR il Cosciente della Sua Grandezza,

AL-FATTÂH il Giudice,

AL-'ALÎM l'Onnisciente,

AL-'ADL il Giusto,

Scaricate questo libro per capirne il significato:


Eccone un esempio:

IL SAGGIO (swt) AL-HAKÎM

In verità Tu sei il Sapiente, il Saggio. (Corano II. al-Baqara, 32)

Egli (swt) è il Saggio nelle Sue parole, orazioni e leggi. Egli (swt) mette ogni cosa nel posto giusto, e mette la Sua saggezza, la Sua giustizia nel Suo Decreto e nella Sua Legge.

Egli (swt) sceglie quel che vuole, perfeziona la creazione di ogni cosa e non crea per frivolezza.

Nessuno Gli è socio nelle Sue prescrizioni.

Egli (swt) poggia ogni affare nel giusto posto, che Lui (swt) vuole, con la Sua saggezza che è invisibile agli occhi e all'intelligenza delle creature.

Progetto: Create delle flashcards o cartoline educative on questi nomi di Allah, il nome in italiano e al retro il nome in arabo.

       

Approfondite il personaggio di Al-Khidr

Spiegate ai vostri studenti che molti Sapienti in Scienza Islamica sono concordi nell’affermare che, stando ai versi coranici, Al-Khidr era un Profeta.

Shaykh Al-Shanqiti (che Allah ne abbia misericordia) ha commentato questo verso coranico:

“Incontrarono uno dei Nostri servi [abd min ibadina], al quale avevamo concesso misericordia da parte Nostra e al quale avevamo insegnato una scienza da Noi proveniente.” (Corano, Sura al-kahf, La Caverna 18:65)

….affermando che sembrerebbe che Al-Khidr (su di lui la pace) sia un profeta di Allah. La misericordia menzionata qua sembrerebbe sia quella della Profezia, e che la sua scienza, cioè saggezza/sapienza, che derivava da Allah, era la conoscenza della rivelazione (wahy). Conoscere gli ordini e le proibizioni di Allah è possibile attraverso wahy cioè la rivelazione.

Si analizzi questo versetto:

“Il muro apparteneva a due orfani della città e alla sua base c'era un tesoro che apparteneva loro. Il loro padre era uomo virtuoso e il tuo Signore volle che raggiungessero la loro età adulta e disseppellissero il loro tesoro; segno questo della misericordia del tuo Signore. Io non l'ho fatto di mia iniziativa.” (Corano, Sura Al-Kahf, 18:82)

Quel: “Io non l'ho fatto di mia iniziativa” sembrerebbe indicare che Al-Khidr l’abbia fatto per ordine di Allah, e l’ordine di Allah è trasmesso attraverso wahy (rivelazione).

Inoltre il profeta Mosè (su di lui la pace) si mostrò umile al suo cospetto, questa sembrerebbe un’altra indicazione che egli fosse un profeta.

“Chiese [Mosè]: “Posso seguirti per imparare quello che ti è stato insegnato [a proposito] della retta via?” (Corano, Sura Al-Kahf 18:66)

“Disse [Mosè]: “Se Allah vuole sarò paziente e non disobbedirò ai tuoi ordini” (Corano, Sura Al-Kahf 18:69)

I vostri studenti potranno riassumere la storia con i tre episodi principali e illustrarla.

Chiedetegli di:

*elencare almeno 3 punti chiave della storia

*citare il momento più avvincente per essi

*citare almeno 2 episodi di vita vissuta in cui la verità era ben diversa dalle apparenze

Come esericzio di scrittura i versetti coranici sopra citati da sura al-Kahf possono essere ricopiati in italiano e in inglese, all’interno di essi si possono sottolineare gli aggettivi. Se si considerano i versetti 65, 82, 66, 69 gli aggettivi saranno: retta, paziente, virtuosa. Essi sono tutti aggettivi che hanno una connotazione positiva, perché? A cosa alludono?

Approndite la tematica della pazienza

Il vero credente non si dispera. Mujahid affermava: “La pazienza perfetta è quella esente da panico”.

‘Amr ibn Qays affermò: “La migliore e magnifica forma di pazienza è essere soddisfatti anche nelle avversità e abbandonarsi alla volontà del Signore”.

Yunus ibn Yazid affermò: “Chiesi a Rabi’ah ibn ‘AbdulRahman: ‘Qual è la forma di pazienza fondamentale?’ Rispose: ‘Non mutare atteggiamento in tempi duri, essere come si era il giorno prima”. (Questo non significa che una persona non debba provare dolore o soffrire, significa invece trattenersi dal cadere nel panico e frenarsi dal compiangersi)

Qual è il significato della supplica del Profeta Mosè (su di lui la pace): “O Allah tutta la lode a Te e mi lamento soltanto con Te, e Tu sei l’Unico a cui chiedo aiuto, ed in cui ripongo la mia fiducia, non c’è alcuna Potenza oltre la Tua”.

Se una persona è per natura non paziente, come puo' migliorare il proprio carattere?

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

12/20/2012

Il Profeta Hud (pace su di lui)

I bambini sono molto spesso affascinati dalle storie dei Profeti, e c’è davvero tanto da imparare da ognuna di esse. Quando decido di approfondire la vita di uno dei Profeti con i miei bambini, cerco di analizzare quanti più aspetti possibili della storia, sperando che questo tipo di approccio lascierà una impronta saliente e li aiuterà a ricordare meglio e più facilmente la storia stessa in sha’Allah. Non ho raccontato la storia qui, ma prima di dare inizio alle lezioni andate a rivederla.

Lezione 1

La regione di Ad. Iniziate con il buttare giù il titolo del progetto e poi seguite i versetti: “Non hai visto come il tuo Signore ha trattato gli Ad? E Iram dalla colonna” (89:6-7). Spiegate che il popolo di Ad viveva in Iram, nella regione di Ahqaf (regione caratterizzata da dune plasmate dal vento come descritte da Allah 46:21, al-Ahqaf: dune tortuose, colli, oppure piccole caverne scavate sul fianco di una montagna), tra lo Yemen e Oman. Tracciatene una mappa con l’aiuto di un atlante, o usatene una stampata, che indichi tale regione.

Allah menziona le dune di sabbia; descrivetele, usando delle illustrazioni, per aiutare i bambini ad avere una chiara idea del paesaggio. Fate una ricerca su internet adoperando un buon motore di ricerca. La regione in cui si pensa abitassero il popolo degli Ad e’ definita in inglese “Empty Quarter”. Ecco alcune immagini della zona

 
http://www.inognidove.it/viaggilevi-oman/

http://it.wikipedia.org/wiki/Geografia_dell'Arabia_Saudita ) .

Parlate dell’agricoltura che non si presenta bene in zone desertiche del genere, ma nel Corano Allah ci dice che Egli aveva provisto il popolo di Ad con “giardini e sorgenti d’acqua” (26:134), e con “bestiame e bambini” (26:133). Affinché il bestiame (animali domestici) possa sopravvivere devono esserci necessariamente essere dei pascoli di cui si possano cibare. Nel suo tafsir Ibn Kathir aggiunge che il popolo degli Ad coltivava raccolti e frutti. Dunque noi sappiamo che la regione degli Ad aveva aree fertili a quel tempo.

Comparate quest’informazioni con le immagini della regione come si presenta oggigiorno. Prove archeologiche mostrano che la regione dell’Arabia meridionale aveva un sistema di irrigazione altamente sviluppato usato per l’agricoltura nel passato. (altre fonti da IslamCity.com in lingua inglese se volete). La gente soleva coltivare la terra usando antichi canali e dighe. Ricordate ai bambini che le piante hanno bisogno di acqua per crescere. Mostrategli delle immagini di sistemi di irrigazione per fornirgli un’idea chiara. Potreste farne un modellino, adoperando delle bottiglie di plastica tagliate a modo di canale, e delle spugnette piatte che rappresentino invece i campi che devono essere irrigati. Un modello simile si potrebbe riprodurre in un recipiente capiente con della sabbia. Spiegate che Allah benedì il popolo di Ad con dei mezzi affinché coltivassero per il proprio sostentamento, e con il bestiame. Lo scopo di fornire tanti dettagli è quello di effettuare una comparazione con le persone al giorno d’oggi.

Lezione 2

Le caratteristiche del popolo di Ad: descrizione fisica, personalità, stile di vita, ricchezza, religione e monumenti. Fatene un catalogo/poster/album/lapbook con sezioni e titoli simili a quelli elencati, riempite ogni sezione con informazioni rilevanti.

Esempi:

Descrizione fisica

“E ricordate di quando vi designò succesori del popolo di Nuh e vi rese possenti nella statura. Dunque ricordate i benefici di Allah, affinché possiate prosperare.” (7:69)

Allah ci dice che queste persone erano discendenti dal Profeta Nuh (Noè, su di lui la pace) e che erano molto alti e possenti. Allah dice: “Senza uguali tra le contrade” (7:89, alludendo al fatto che nessuno ai loro tempi era alto, forte e potente quanto essi.

Personalità

Erano violenti e tiranni: “E quando colpirete lo farete come tiranni?” (26:130). Avevano sconfitto altri popoli nell’area: “Gli Ad furono ingiustamente superbi sulla terra e dissero: Chi è più forte di noi?” (41:15)

Monumenti

Il popolo degli Ad era noto per la costruzione di pilastri e torri: “Eleverete un edificio su ogni collina, [solo] per futilità? E costruirete fortezze come se doveste vivervi in perpetuo?”(26:128-129)

Ibn Kathir spiega che in un luogo piuttosto elevato di un noto incrocio di strade, essi avrebbero costruito un’enorme, gigantesca struttura come pietra miliare. Costruivano questi monumenti/edifici soltanto per puro divertimento, per ostentazione, per fare sfoggio delle proprie abilità e non per necessità. Hud (su di lui la pace) glielo fece presente dicendogli che ciò rappresentava un inutile spreco di tempo, stremava le energie della gente, occupava la gente in lavori in cui non vi era alcun beneficio in questa vita né nell’altra. (Comparate la Statua della Libertà, La torre Eiffel, London Eye). Ibn Kathir menziona che essi costruirono delle vere e proprie fortezze nelle montagne, delle caverne e che scavavano dei profondi fossati.

Archeologi dal calibro di Juris Zarins e Nicholas Clapp affermano di aver ritrovato i resti delle torri di Iram (che chiamano Ubar). I resti ritrovati mostrano prova evidente di una repentina distruzione. Un’immagine è disponibile su IslamCity.com.

Religione

Il popolo degli Ad venerava idoli. Ne avevano 3. Essi furono il primo popolo a ritornare all’idolatria dopo il Diluvio Universale. Essi dissero a Hud (su di lui la pace): “Sei venuto per far sì che adoriamo Allah, l’Unico, abbandonando quello che adoravano i nostri avi? Se sei sincero mostraci questo con cui ci minacci.” (7:70). Hud (su di lui la pace) gli rispose: Ecco che il vostro Signore ha fatto cadere su di voi supplizio e collera! Volete polemizzare con me sui nomi che voi e i vostri avi avete inventato senza che Allah vi abbia concesso a riguardo nessuna autorità?” (7:71). Questi erano i loro idoli. Essi credevano che i loro idoli avessero afflitto Hud (su di lui la pace). (11:53-54). Non credevano in una vita dopo la morte (23:37).

Ricchezza

Gli archeologi hanno usato immagini satellitari e radar per individuare le rotte di antiche caravane attraverso il deserto nella regione degli Ad. Essi hanno affermato che l’antica popolazione assemblasse in quella regione delle caravane per il trasporto di incenso attraverso il deserto. La resina d'incenso si ottiene incidendo il fusto di alcune piante arbustive, successivamente alla raccolta, della resina secreta dalla pianta, si attende la cristallizzazione della resina che infine assume una forma dura e sassosa anche se in molti casi molto friabile e facilmente polverizzabile. Nel passato aveva lo stesso valore dell’oro e la gente soleva bruciarne durante riti religiosi e usarla in medicina. Alcuni storici credono che gli Ad divennero ricchi grazie al commericio di incenso.

Stile di vita

Gli storici fanno delle supposizioni sul passato. Per immaginare bene la popolazione degli Ad i bambini andrebbero incoraggiati a pensare a queste persone e al loro stile di vita. Come venivano costruiti questi edifici così possenti? Non c’erano le gru di adesso. Inoltre svolgevano tale duro lavoro da soli, oppure catturavano e schiavizzavano crudelmente gente piu’ debole di loro forzandoli a farlo al loro posto? Ricordate come il popolo del profeta Musa (Mosè, su di lui la pace) fu trattato dal Faraone. Nella società degli Ad le persone lavoravano principalmente come pastori e fattori, badando al bestiame e agli orti menzionati nel Corano. Altre probabilmente raccoglievano l’incenso, commerciavano nei mercati e costruivano sistemi di irrrigazione. I loro leaders si rilassavano e pianificavano conquiste e costruzioni. Aiutate i bambini ad immaginare una società in cui la popolazione si sveglia al mattino; mangia e si reca a svolgere le proprie mansioni. Le illustrazioni sono d’aiuto.

Lezione 3

Introducete la tematica delle storie dei Profeti. Spiegate chi è un Profeta.

“E recitate loro la storia…” (7:175).

Abbiamo bisogno di imparare chi erano i Profeti ed i popoli ai quali sono stati inviati. Le loro storie rappresentano delle lezioni da imparare per noi oggigiorno.

Come sappiamo cosa accadde nelle loro vite e al loro tempo pur non essendo presenti a quell tempo? Spiegate che il Corano e la Sunnah sono delle fonti autentiche per la storia dei Profeti. Siamo a conoscenza delle loro biografie perché Allah (subbhanahu wa ta’ala) ci ha parlato di essi. Questo introduce il concetto delle fonti storiche.

Spiegate che tutti i profeti vennero con la stesso messaggio: il TAWHID: Venerare Allah soltanto!

Essi ebbero dei compiti da svolgere; i seguenti sono i 10 compiti principali.

AL-TAWHID chiamare la gente al Tawhid

1. AL-TABLIGH: trasmettere

2. AL-BAYAN: parlare chiaro

3. AL-HEDIYAH: guidare le persone

4. AL-QUDWA WAL USWA: rappresentare un modello/un esempio

5. AL-TAZKIR: ricordare ripetutamente

6. AL-QIYADA: condurre il popolo

7. AL-SHAHADA: testimoniare

8. AL-BASHIR: portare buone novelle

9. AL-NADHIR: ammonire le persone

Copiateli e spiegateli brevemente

Lezione 4

Chi era il Profeta Hud (pace su di lui)? Hud era appartenente al popolo degli Ad, discendente di Nuh (Noè, pace su di lui). Faceva parte della classe nobile e dei capi di Ad. Leggete la storia del Profeta Hud (su di lui la pace). Si può usare il capitolo di “Stories of the Prophets” di Sayyed Abul Hasan Ali Nadwi (se conoscete l’inglese), oppure una fonte in italiano molto attendibile (verificate sempre la fonte). Discutetene brevemente la storia. Poi andate in profondità chiedendo ai bambini di identificare le 10 azioni dalla lezione precedente nella vita di Hud (su di lui la pace). Citate l’ayah in cui siamo informati che egli compirà una particolare azione, come prova. Se l’edizione che userete non contiene molti dettagli, adoperate la lista che viene di seguito come supplemento.

1 Al-Tawhid: “O popolo mio, venerate Allah. Non avete altro Dio all’infuori di Lui” (11:50)

2 Al-Tabligh: “O popolo mio, non sono folle, piuttosto sono un messaggero dal Signore dei Mondi. Vi trasmetto i messaggi del mio Signore e sono un leale ammonitore per voi (7:67-68)

3 Al-Bayan: “Vi costruite dei palazzi come se doveste vivervi per eterno. E quando catturate qualcuno lo fate come tiranni? (26:128-130) (Hud, su di lui la pace, denuncia il comportamento immorale del popolo di Ad)

4 Al-Hediyah: “In verità, temo per voi il tormento del Grande Giorno (26:135) (Hud, su di lui la pace, cerca di guidarli verso la realtà dell’al di là.)

5 Al-Qudwa wal Uswa: “Dunque complottate contro di me, tutti quanti, e non datemi tregua. Ripongo la mia fiducia in Allah, mio Signore e vostro Signore “(11:55-56) (Hud, su di lui la pace, è ben saldo sulla propria posizione e mostra taqwa)

6 Al-Tazkir : “Vi meravigliate che vi giunga un richiamo da parte del vostro Signore per il tramite di uno dei vostri uomini che vi ammonisce? Ricordatevi di quando vi designò successori del popolo di Noè e vi rese possenti in statura. Ricordate i benefici di Allah, affinché possiate prosperare.”(7:69)

7 Al-Qiyada: “Temete Allah e obbeditemi”(26:131)

8 Al-Shahada: “Mi sia testimone Allah, e siate anche voi testimoni, che rinnego tutto ciò che associate.”(11:54)

9 Al-Bashir: “O popol mio implorate il perdono del vostro Signore e tornate a Lui pentiti, affinché vi invii piogge abbondanti dal cielo e aggiunga forza alla vostra forza.” (11:52)

10 Al-Nadhir: “La conoscena appartiene ad Allah, io non sono altro che un ammonitore esplicito.” (67:26)

Se questa lezione potrebbe risultare troppo complessa per il livello dei vostri bambini, potrete sempre suddividerla in sessioni più brevi.

Lezione 5

Ricapitolate l’ultima lezione e discutete le argomentazioni che gli Ad muovono contro Hud (su di lui la pace). Comparate queste argomentazioni fatte contro il Profeta Muhammed (pace e benedizioni su di lui), e contro i Musulmani di oggigiorno quando fanno dawa. Comparate gli Ad ai ricchi e potenti di oggigiorno. Gli Ad ebbero terra fertile e abbondanza di cibo e ricchezza, come le nazioni ricche di oggigiorno. Gli Ad costruirono edifici molto alti, usati soltanto per sfoggio, piuttosto che per necessità. Comparate questo con i palazzi, i grattacieli e i monumenti di oggi. Osservatene delle figure. La prosperosa città di Dubai non è lontanta dalla regione degli Ad, l’architettura di uno dei suoi hotel è stata designata per stupire e funge da pietra miliare allo stesso tempo.

Gli Ad erano arroganti e credettero che nulla potesse eguagliare la loro potenza. Comparate questo con l’oppressione alla quale purtroppo si assiste nel mondo oggi, e come alcune nazioni credendo di essere le più potenti, abbiano da sempre sfruttato i poveri e i deboli, senza alcuno riguardo per le leggi di Allah. Ci sono molti modi in cui potete mostrarlo sebbene gli Ad siano vissuti tantissimi anni fa, assomigliano molto ad alcuni popoli di oggi. Scegliete di comparare/spiegare nel modo in cui i vostri bambini possano comprendere più facilmente, usando illustrazioni dove possibile.

Come ci si può differenziare dal popolo degli Ad? Scegliendo di obbedire ad Allah.

 
Lezione 6

La Punizione

Analizzate l’ultima parte della storia di nuovo. Marcate il fatto che gli Ad soffrirono ad un certo punto della loro storia di una grande siccità. Discutete l’impatto di questo problema sul loro stile di vita alla luce di ciò che è venuto fuori dalle lezioni precedenti (ne avranno sofferto raccolti ed alberi in genere). Eppure ancora invitavano la punizione. “Dunque portaci quello con cui ci hai minacciati se dici la verita’.”(7:70). Quando videro la punizione arrivare, pensarono si trattasse soltanto di pioggia. Descrivete quello che si sa della loro punizione, ricopiando la ayat e illustrando loro con figure ed illustrazioni di nuvoloni scuri e aspri venti.

“In verità scatenammo contro di loro un vento tempestoso, durante un giorno nefasto ed interminabile; strappava gli uomini come fossero tronchi di palme sradicate.” (54:19-20)

“mentre gli Ad furono distrutti da un vento furente, furioso, che Allah scatenò contro di loro per sette notti e otto giorni consecutivi. Allora avresti visto quella gente riversa a terra come tronchi cavi di palma.”(69:6-8)

Allah salvò Hud (su di lui la pace) ed i suoi seguaci, ciò è menzionato in (7:72):” Abbiamo salvato lui e coloro che erano con lui, per Nostra misericordia e cancellato anche le tracce di coloro che smentivano i Nostri segni e non credevano.”

Un hadith ci ricorda l’importanza con cui dovremmo ben tenere in mente la storia degli Ad.

Ayshah (radiallahu ‘ana) disse: “Ogni volta che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) scorgeva in cielo delle nuvole o dei venti ne era turbato. Gli dissi: “O Messaggero di Allah, quando la gente vede le nuvole si sente contenta perché portano pioggia…” Egli disse: “O Ayshah, cosa ci garantisce che non ci porterà invece una punizione…alcuni popoli sono stati puniti sebbene pensassero che le nuvole portassero pioggia.” Bukhari 4829

 

Lezione 7

Scrivete una poesia sulla storia di Hud (su di lui la pace). Ricapitolate la storia e offrite delle linee-guida su ciò che la poesia potrebbe includere:

-descrizione del popolo degli Ad

-perché Allah gli mandò un messaggero

-la chiamata di Hud (su di lui la pace)

-cosa egli gli raccontò e come

-la replica/reazione

-gli ammonimenti

-la punizione
La poesia aiuta ad unificare tutti gli aspetti della stessa tematica, e allo stesso tempo aiuta a valutare il livello di comprensione dei bambini. Se non amano scirvere poesie, potrebbero sempre farne una presentazione con illustrazioni, scriverne un articolo, o qualsiasi cosa piaccia loro.
Tradotto da IHSAN

12/14/2012

Progetto artistico: Il Masjid a pendolo

Costruiamo un Masjid a pendolo

Disegnate su un foglio o su un cartoncino un grande masjid, alternativamente potreste stamparne uno da internet e poi farne una fotocopia ingrandita, coloratelo, decoratelo , aggiungete delle citazioni significative. Fate un forellino al centro in alto (se avete adoperato un foglio semplice potreste anche plastificarlo) e con dello spago fatene un pendolo da appendere al lampadario della stanzetta o alla finestra. Potreste persino dipingerne uno con pennalli e pittura. Se sarà stato plastificato durerà di più.

Quando effettuammo questo lavoretto alcuni studenti decisero di effettuare il disegno in verticale, altri in orizzontale, aggiungendo anche dettagli del paesaggio.

Alcuni studenti aggiunsero ahadith con commento, come ad esempio:

‘Uthaman bin ‘Affan (che Allah ne sia compiaciuto) ha raccontato : “Udì il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) affermare: “Colui che segue la preghiera dell’ ‘Isha in congregazione, è come se avesse pregato per metà della notte. E colui che esegue la preghiera del Fajr in congregazione, è come se avesse pregato per l’intera notte.” (Dal Libro della Virtù, capitolo 192 di Riyad-as-Salihin)

Commento:  Questo hadith ci informa della virtù di eseguire la preghiera dell’’Isha e del Fajr in congregazione. La ricompensa equivale al pregare durante la notte. Questo perché queste due preghiere sono davvero difficili peg li ipocriti. Il vero musulmano non è pigro ma a contrario è sveglio e attivo.

Alcuni studenti avevano trascritto l’adhan per la preghiera sia in Italiano che in Arabo in una nuvoletta da fumetto.

Altri avevano scritto una poesia dietro il poster.
Purtroppo i nostri progetti e le nostre foto, sono andate perse, per cui  ho scelto alcuni esempi dal web per darvi una certa idea.
 
Rasulullah (salli allahu aleii wa sallem) e i Musulmani di Makkah e Medina costruitono insieme un Masjid a Medina



Allahu Akbar! Chiamata alla Preghiera!



“A chiunque aiuti a costruire un Masjid solo per compiacere Allah, Allah costruirà qualcosa di simile in Jennah”



(Progetto rielaborato da un’idea di submission.com)

12/13/2012

Tafsir di Sura Al-Fil con approfondimenti storici


La Sura dell’Elefante

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Non hai visto come agì il tuo Signore con quelli dell’elefante?

2. Non fece fallire le loro astuzie?

3. Mandò contro di loro stormi di uccelli

4. lancianti su di loro pietre di argilla indurita.

5. Li ridusse come pula svuotata.

Alcuni dettagli:

Il nome della sura deriva dal suo primo verso. Si tratta di una sura la cui rivelazione è avvenuta prima dell’hijra. È la numero 105 nell’attuale organizzazione del Corano.

Alcune notizie storiche:

Nell’anno 570 (o 571) d.C. , lo stesso anno in cui è nato il Profeta Muhammad (salla Allahu aleii wa sallem), Abrahah, malvagio governatore abissino dello Yemen, giurò di distruggere la Kaa‘ba. All’epoca infatti la Kaa’ba era una sorta di santuario idolatrico, mentre Abrahah si professava cristiano ed avrebbe voluto ergere una grande chiesa al suo posto, il fine era di diffondere il cristianesimo nella pensisola arabica.  Il suo esercito era composto da un numero discreto di soldati armati, ma la cosa che lo rendeva spaventoso era che a capeggiare l’esercito vi era un elefante colossale!

L’elefante avanzava impetuoso e tronante, ma si arrestò prima di raggiungere la Kaa’aba, numerosi furono i tentavi di domarlo, fu persino ripetutamente percosso, ma l’elefante non si smosse.  Poi arrivò la punizione di Allah Subbhnahu wa ta’ala e fu tremenda. Allah Subbhnahu wa ta’ala inviò dal cielo un flagello sotto forma di pietre durissime e mortali fino a ridurli come paglia o fieno masticato.

Attività: Rispondete al questionario

Chi è nato nell’anno dell’Elefante?

Chi è Abrahah e perché Abrahah voleva distruggere la Kaaba?

Come è stato punito l’esercito dell’Elefante?

A cosa rassomigliava l’esercito dell’Elefante dopo la punizione inferta da Allah Subbhnahu wa ta’ala?

Conosci altre punizioni esemplari di Allah Subbhnahu wa ta’ala presenti nel Corano?

Come spiegheresti questo verso?

“[…] Temete Allah e mantenete la concordia tra di voi. Obbedite ad Allah e al Suo Messaggero, se siete credenti.” (Corano , Sura Il Bottino, 8:1)

Spiega a parole tue chi deve “temere” Allah Subbhnahu wa ta’ala e perché?

Qual è la lezione da trarre da questa sura?

Attività

Poster con illustrazioni

N. (8) ha deciso di organizzare il suo questionario sottoforma di tema. Lo ha scritto su un luminoso foglio giallo. Lo abbiamo plastificato e fa parte della nostra collezione di tafsir di cui abbiamo una cartellina.
 

 
APPROFONDIMENTI STORICI:

La sura mostra uno dei grandi favori che Allah l’Onnipotente ha elargito alla tribù dei Coreisciti. Li salvò, infatti, dall’Esercito dell’Elefante che voleva distruggere la Kaa’ba e annientare ogni prova della sua esistenza. Allah li distrusse, li sconfisse, sventò il loro piano, rese vani i loro sforzi, rimandandoli indietro in fin di vita. Erano cristiani e la loro religione è molto più vicina alla Vera Religione, l’Islam, che non il paganesimo dei Coreisciti. Comunque questo fu un segno da parte di Allah della Sua Potenza, e fu anche un Segno per preparare la gente alla venuta dell’Ultimo dei Profeti. Infatti, stando alle testimonianze popolari, sembra che egli sia nato in quell’anno. Allah non aiutò i Coreisciti pagani contro i cristiani, Allah difese la Kaa’aba e preparò la strada alla venuta dell’Ultimo dei Profeti.

 Perché Abrahah andò a Makkah?  La storia inizia così.

Dhu Nuas, l’ultimo re di Himyar, un politeista, fu quello che ordinò l’assassinio della Gente del Fossato. Essi erano cristiani ed erano circa 20 mila. Nessuno di essi riuscì a fuggire eccetto un uomo chiamato Daws Dhu Tha’laban. Scappò nell’Ash-Shaam dove cercò protezione da Cesare, l’imperatore di Ash-Sham, che era Cristiano. Cesare scrisse a An-Najashi, il re d’Etiopia (Abissinia). An-Najashi inviò due governanti: Aryat e Abrahah bin As-Sabah Abu Yaksum, insieme ad un numeroso esercito. L’esercito entrò in Yemen e iniziò a ricercare nelle case, a saccheggiare e a fare razzie nel tentativo di trovare il re di Himyar (Dhu Nuwas). Dhu Nuwas morì molto probabilmente annegato. Dunque gli etiopici erano liberi di governare lo Yemen, con Aryat e Abrahah come governanti. Fatto sta che quest’ultimi due erano in continuo disaccordo a riguardo di svariate faccende. Si attaccavano, e si facevano guerra, finché decisero di scontrarsi in un duello finale corpo a corpo, senza esercito. Dietro ognuno dei due vi era un canale d’acqua affinché nessuno dei due potesse fuggire. Aryat era sul punto di vincere visto che sfigurò Abrahah in volto con la propria spada e gli spaccò il naso e la bocca, ma ‘Atawdah, la guardia di Abrahah, lo attaccò e lo uccise. Abrahah divenne il governante dell’esercito abissino in Yemen.

Poi il re dell’Abissinia, An-Najashi gli scrisse, accusandolo per quello che era successo tra lui e Aryat e minacciandolo. Dunque Abrahah inviò un messaggero con doni e oggetti preziosi ad An-Najashi per accattivarselo, e vi riuscì. Successivamente Abrahah scrisse ad An-Najashi dicendogli che avrebbe voluto costruire una chiesa in Yemen, una come non se ne erano mai viste prima. Dunque inziò a costruire una chiesa colossale in San’a’, altissima e molto ben decorata. Gli Arabi la definivano Al-Qullays a causa della propria maestosità ed anche perché era talmente alta che, se la si guardava, si correva il rischio che il proprio copricapo cadesse all’indietro. Poi Abrahah Al-Ashram decise di obbligare gli Arabi a compiere un pellegrinaggio alla sua chiesa così come lo compivano a Makkah presso la Ka’bah. Annunciò questo nel proprio regno in Yemen, ma le tribù arabe di ‘Adnan e Qahtan rifiutarono. I Coreisciti si infuriarono, talmente tanto che uno di essi viaggiò fin là e, una notte, entrò nella chiesa, compiendo atti osceni tanto da spaventare la gente che scappò via.  Il tutto fu riportato al re Abrahah che giurò di marciare nella Casa di Makkah, la Ka’bah e distruggerla pietra dopo pietra. Inoltre sembrerebbe che un gruppo di Coreisciti abbia successivamente appiccato un fuoco in quella stessa chiesa in un giorno molto ventoso e che a causa di ciò, essa andò distrutta. A quel punto Abrahah era pronto a prendersi la propria vendetta.

Egli organizzò un esercito con un cospicuo numero di soldati a capo dei quali c’era un enorme elefante. Questo elefante si chiamava Mahmud e fu inviato a Abrahah da An-Najashi, il re abissino, appositamente per questa spedizione. Si racconta che avesse altri 8 elefanti con sé, altre testimonianze parlano di 12 addirittura di cui il più grosso e spaventoso era Mahmud. E Allah sa meglio. L’intenzione era di utilizzare l’elefante grosso per radere al suolo la Kaaba. Pianificavano di legargli catene al collo per buttar giù i pilastri della Kaaba. Quando gli Arabi seppero della spedizione di Abrahah considerarono la faccenda molto seria. Consideravano un obbligo difendere la Kaa’ba. Dunque il pi  yemeniti e il più esperto dei comandanti, si organizzò per affrontarlo. Il suo nome era Dhu Nafr. Chiamò la sua gente e chiunque fra gli Arabi volesse partecipare alla campagna di difesa della Kaa’ba. Le persone risposero ma quando combatterono Abrahah, egli li sconfisse.

Questo fu dovuto al fatto che Allah volesse dimostrare l’importanza della Kaa’ba in un modo molto onorevole.

L’armata continuò a marciare verso la Makkah, arrivò nella terra di Khath’am dove si confrontò con Nufayl bin Habib Al-Kath’ami. Abrahah catturò Nufayl e lo tenne come guida verso Al-Hijaz.

Abrahah mandò un messaggero ai Coreisciti per comunicargli che non li avrebbe combattuti se non lo avessero ostacolato nel suo intento di distruzione della Ka’bah. Il messaggio fu inviato ad `Abdul-Muttalib bin Hashim, il quale rispose: “Giuro su Allah! Non abbiamo alcuna intenzione di combatterlo né siamo nella posizione di farlo. Questa è la Sacra Casa di Allah, e la casa del Suo Khalil, Ibrahim, e se Egli desidera che Abrahah non la distrugga, questa è la Sua Casa e il Suo posto Sacro. E se lo lascia avvicinare, giuro su Allah, non abbiamo i mezzi adeguati per sconfiggerlo.” Abrahah volle incontrare di persona `Abdul-Muttalib bin Hashim e ne rimase molto impressionato visto che Abdul-Muttalib era un uomo grosso e bello. Sedettero insieme su un tappeto. Abrahah chiese al suo traduttore di chiedergli di cosa avesse bisogno e Abdul Muttalib gli disse che voleva indietro i suoi 200 cammelli che gli aveva sottratto. Abrahah gli chiese come mai preferisse parlare dei suoi cammelli invece che di una cosa così imporante come la Ka’bah. ‘Abdul Muttalib gli rispose che lui era l’uomo dei cammelli e che invece a riguardo della Ka’bah ci sarebbe stato Allah a difenderla. Abrahah gli rispose  che nessuno avrebbe mai potuto arrestarlo dal distruggerla. Al popolo fu consigliato di avere cura della propria famiglia, di abbandonare la città e  di recarsi sulle montagne.

Quando arrivò il mattino, Abrahah si preparò per marciare sulla città. Preparò l’elefante chiamato Mahmud, mobilitò il suo esercito ed essi direzionarono l’elefante verso la Kaa’ba. In quel momento Nufayl bin Habib gli si avvicinò, rimase accanto all’elefante e gli parlò nell’orecchio dicendogli di inginocchiarsi e di voltarsi nella direzione dalla quale era venuto perché era nella Sacra Città di Allah. Dopodiché Nufayl andò a mettersi al riparo sulle montagne. L’elefante si inginocchiò e non vi fu verso di farlo rialzare. Gli uomini di Abrahah lo percossero sulla testa con delle asce, usarono anche arnesi appuntiti per farlo alzare ma non valse a nulla. E arrivò la punizione di Allah, Allah inviò contro di essi uccelli dal mare, come rondini e aironi. Ciascun uccello portava tre pietre della misura di ceci e lenticchie, una in ogni artiglio e una nel becco. Chiunque ne fu colpito fu distrutto, ma non tutti ne furono colpiti. Tutti iniziarono a scappare in preda al panico chiedendo alla gente dove si trovasse Nufayl che era la loro guida e poteva indicargli la strada per ritornare a casa. Nufayl d’altra parte era in cima alla montagna ed osservava lo spettacolo dell’Ira di Allah. Egli si chiedeva dove stessero scappando, visto che non si può scappare da Allah.

Alcuni furono annientati istantaneamente, mentre altri furono distrutti poco a poco, arto dopo arto, mentre cercavano di scappare. Abrahah fu uno di quelli che fu distrutto poco alla volta, membra dopo membra finché morì nella terra di Khath’am. Il suo esercito lo portò via mentre se ne cadeva pezzo dopo pezzo e non morì finché il cuore cadde dal petto.

Ed Allah Subbhnahu wa ta’ala li rese come ‘Asf, Ma’kul. Said bin Jubayr disse: “Significa fieno, che la gente comunemente definiva Habbur”. In un’altra narrazione da Said egli disse: “Le foglie del grano.” Egli ha anche detto: “Al-‘Afs è la paglia, e Al-Ma’kul si riferisce al mangime tagliato per sfamare le bestie.” Al-Hasan Al-Basri ha affermato la stessa cosa.

Allah li distrusse, li annientò senza che ssi raggiungessero il proprio scopo. Ne fece una distruzione in massa e nessuno di essi fece più ritorno a casa per poter raccontare quello che era successo, a meno che non fosse gravemente ferito. Lo stesso accadde al loro re Abrahah che raggiunse la sua terra ferito in modo mortale raccontò l’accaduto e poi morì.

(Traduzione del Corano da corano.it e tafsir riassunto dal tafsir di Ibn Kathir da www.qtafsir.com)