6/26/2013

L'avvincente storia di Mosè (alehyh salem) LEZIONE 3


LEZIONE 3: La storia di Qarun

Qarun, le sue azioni e la sua distruzione

Mosè (alehyh salem) dovette affrontare una situazione molto difficile. Da un lato la rabbia e i complotti di Faraone, dall’altro l’ammutinamento della sua gente e in più la malvagità di Qarun.

Qarûn faceva parte della famiglia di Mosè (come lui era levita). Era uomo di grande avvenenza e forza, conosceva la Torâh, ed era molto ricco. Tutte queste caratteristiche lo avevano reso orgoglioso. Indossava soltanto gli abiti più costosi. Aveva molti schiavi. L’enorme ricchezza lo aveva reso arrogante. Qarun trattava la gente con disdegno e disistima, convinto che la loro povertà fosse dipesa solo dalla loro mancanza di intelligenza. Credeva di possedere tali enormi ricchezze come frutto della propria intelligenza e dalla propria abilità negli affari. Mosè (alehyh salem) gli ricordò di pagare l’elemosina dalla propria ricchezza (zakat) una parte della quale era dovuta ai poveri. Qarun fu davvero infastidito da questo consiglio e gli rispose che la ricchezza che possedeva era un segno della benevolenza di Allah Che approvava il suo stile di vita e accresceva la sua ricchezza giorno dopo giorno. Mosè (alehyh salem) lo ammonì sui risvolti della faccenda e sulle eventuali consequenze. Quando Qarun calcolò l’ammontare dell’elemosima, fu scioccato dalla somma che avrebbe dovuto devolvere in beneficenza. Non solo non la pagò, ma diffuse in giro la voce che Mosè (alehyh salem) si fosse inventato la storia della zakat. Allah ammonì Mosè (alehyh salem) del complotto ordito da Qarun, Mosè (alehyh salem),  a sua volta pregò Allah di punirlo. La terra si aprì e lo inghiottì insieme alla sua casa, alle sue proprietà e alle sue ricchezze, come se non fosse mai esistito.

“Invero Qarûn faceva parte del popolo di Mosè, ma poi si rivoltò contro di loro. Gli avevamo concesso tesori le cui sole chiavi sarebbero state pesanti per un manipolo di uomini robusti. Gli disse la sua gente: “Non essere tronfio! In verità Allah non ama i superbi.  Cerca, con i beni che Allah ti ha concesso, la Dimora Ultima. Non trascurare i tuoi doveri in questo mondo, sii benefico come Allah lo è stato con te e non corrompere la terra. Allah non ama i corruttori”.  Rispose: “Ho ottenuto tutto ciò grazie alla scienza che possiedo”. Ignorava, forse, che già in precedenza Allah aveva fatto perire generazioni ben più solide di lui e ben più numerose? I malfattori non saranno interrogati a proposito delle loro colpe.  Poi uscì, [mostrandosi] al suo popolo in tutta la sua pompa. Coloro che bramavano questa vita, dissero: “Disgraziati noi, se avessimo quello che è stato dato a Qarûn! Gli è stata certo data immensa fortuna!”.  Coloro che invece avevano avuto la scienza dissero: “Guai a voi! La ricompensa di Allah è la migliore, per chi crede e compie il bene”. Ma essa viene data solo a quelli che perseverano.  Facemmo sì che la terra lo inghiottisse, lui e la sua casa. E non vi fu schiera che lo aiutasse contro Allah, non poté soccorrere se stesso.  E coloro che la vigilia si auguravano di essere al posto suo, dissero: “Ah! È ben evidente che Allah concede con larghezza o lesina a chi vuole tra i Suoi servi. Se Allah non ci avesse favorito, certamente ci avrebbe fatto sprofondare. Ah! È ben evidente che i miscredenti non prospereranno”. (Corano, Sura Al-Qasas, 28:76-82)

Domande

1.    Chi fu Qarun?

2.   Cosa inghiottì la terra?

3.   Chi lo soccorse?

Attività generali di scrittura (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

Riassunti, questionari, libricino, booklet, leaflet/brochure (per far conoscere ai non musulmani la vera storia di questo profeta), temi su singoli paragrafi accompagnati da illustrazioni

Copia delle ayat dal Corano

Attività suggerite (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

Disegni, posters, lapbooks, dipinti con le seguenti tematiche:

La cesta che galleggia sul Nilo

Il fiume Nilo con i coccodrilli

Il palazzo reale di Faraone e le dimore umili dei Figli di Israele

Il palazzo di Qarun con tutte le sue immense ricchezze inghiottito dalla terra

Il viaggio nel deserto e la fonte dove abbeverare le bestie al pascolo

Il Monte Sinai

La montagna con il cespuglio in fiamme

Bastone di Musa (aleyy salem)

Le piaghe dell’Egitto

Il Mar Rosso che si divide in due

La manna dal cielo

Da modellare col das, cartapesta o con la plastichina (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

vedi tematiche sopra

scene del deserto con la oasi

Gli alberi di palma, che si trovano spesso nelle oasi, possono essere recreati con dei rotoli di carta assorbente avanzati, dipinti di marrone oppure ricoperti di colla e rivestiti poi di carta colorata; le foglie con del cartoncino verde da ritagliare e poi incollare (oppure spillare)

Il deserto con della cartapesta arrotolando insieme dei mucchietti di giornale e posizionandoli su un cartone più grande, ricreando alcuni strati, posizionandoli in modo da dare l’impressione delle dune nel deserto. Lasciare asciugare per bene. Dipingete le dune e la sabbia in diverse sfumature.

 

Segnalibro

Crea il tuo segnalibro personalizzato con ayat del Corano, oppure disegni. Stampalo, plastificalo e ritaglialo.

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L'avvincente storia di Mosè (alehyh salem) LEZIONE 4


LEZIONE 4

Le Piaghe d’Egitto

Mosè (alehyh salem) richiese a Faraone di lasciare libero il Popolo di Israele. In tutta risposta Faraone diede ordine di organizzare un convegno radunando gente tra i suoi sudditi e dal Popolo di Mosè (alehyh salem) soltanto per ribadire loro chi fosse il loro signore e chi provvedeva ai loro bisogni. Egli mise in risalto che Mosè (alehyh salem) era soltanto un uomo povero che non avrebbe potuto garantire loro alcuna ricchezza. Questo popolo mancava di saggezza, il loro giudizio era limitato al mondo materiale. Nella loro ignoranza credettero che Faraone fosse l’unico a poter provvedere ai propri bisogni.

Egitto: siccità e inondazione

L’Egitto soffrì una profonda siccità. Il Nilo non straripò, irrorando i campi come era solito fare, e rilasciando l’humus che rende la terra fertile. Di conseguenza la terra divenne troppo arida e non si produssero raccolti.  Sopraggiunse una carestia. Siccome Faraone continuò a mostrarsi arrogante, Allah inviò un’inondazione che devastò la terra.

I raccolti devastati dalle locuste

Come sempre, ogni volta che si sentivano gravati dalle difficoltà, gli egiziani si rivolgevano a Mosè (alehyh salem) promettendogli di credergli e di seguirlo.

Quando il castigo li toccava, dicevano: “O Mosè, invoca per noi il tuo Signore, in forza del patto che ha fatto con te. Se allontanerai il castigo da noi, crederemo certamente in te e lasceremo partire con te i Figli di Israele”. (Corano, Sura Al-A’raf, 7:134)

Allah revocò la punizione dell’inondazione e la terra diventò nuovamente coltivabile. Ma quando Mosè (alehyh salem) gli ricordò la loro promessa, essi non risposero.

Allah inviò sciami di locuste che divoravano tutti i raccolti. La gente di nuovo si recò da Mosè (alehyh salem) chiedendogli di invocare Allah affinché rimuovesse quest’afflizione. Ma di nuovo vennero meno alla promessa.

L’Egitto viene infestato da parassiti

Allah inviò un’altra punizione: parassiti che portarono con sé malattie. Come al solito promisero, Allah ta’ala rimosse la punizione, ma poi tornarono sui propri passi.

L’Egitto infestato da rane

La terra si riempì di rane. Esse saltavano dovunque, persino sul cibo, inondavano le case e infastidivano molto. Gli Egiziani andarono di nuovo da Mosè (alehyh salem) promettendogli di rilasciare il popolo di Israele. Egli pregò il suo Signore, Allah allontanò la punizione, ma nuovamente ruppero la promessa.

Le acque del Nilo si tramutarono in sangue

Poi Allah inviò l’ultimo dei segni. Le acque del Nilo si tramutarono in sangue. Quando Mosè (alehyh salem) e il suo popolo bevevano l’acqua, essa era acqua pura. Ma se ne bevevano gli Egiziani, essa si tramutava in sangue. Si affrettarono a Mosè (alehyh salem) come al solito, ma poi rinnegavano quello detto.

Colpimmo la gente di Faraone con anni di miseria e scarsità di frutti, affinché riflettessero.  Quando veniva loro un bene dicevano: “Questo ci spetta”; mentre se li colpiva un male, vedevano in Mosè e in quelli che erano con lui, uccelli di malaugurio. Non dipendeva da Allah la loro sorte? Ma la maggior parte di loro non sapeva.  Dissero: “Qualunque segno addurrai per stregarci, noi non crederemo in te”.  Mandammo contro di loro l'inondazione e le cavallette, le pulci, le rane e il sangue, segni ben chiari. Ma furono orgogliosi e rimasero un popolo di perversi.  Quando il castigo li toccava, dicevano: “O Mosè, invoca per noi il tuo Signore, in forza del patto che ha fatto con te. Se allontanerai il castigo da noi, crederemo certamente in te e lasceremo partire con te i Figli di Israele”.  Allontanammo da loro il tormento, ma quando giunse il termine che dovevano rispettare, ecco che mancarono al loro impegno. (Corano, Sura Al-A’raf, 7:130-135 )

Nota: il materiale descritto deriva da Ibn Kathir, Stories of the Prophets.

Faraone e il suo esercito periscono

Sembrava davvero che Faraone non avesse mai creduto al messaggio di Mosè (alehyh salem), né lasciato il popolo libero, dunque Mosè (alehyh salem) pregò:

“O Signor nostro, invero hai dato a Faraone e ai suoi notabili onori e beni della vita terrena, affinché o Signor nostro, si distolgano dal Tuo sentiero. O Signor nostro, cancella i loro beni e indurisci i loro cuori, ché non credano, fino a che non avranno visto il castigo doloroso”.  Allah disse: “La vostra richiesta è esaudita. State saldi entrambi e non seguite il sentiero di coloro che non sanno nulla”. (Corano, Sura Yunus, 10:88-89)

Allah inspirò Mosè (alehyh salem) a condurre via dall’Egitto il popolo ma solo pochi credettero nel suo messaggio, altri eravano devastati dalla paura della vendetta di Faraone per cui non lo seguirono. Faraone fu un uomo molto arrogante, un tiranno malefico e uno dei Musrifin (politeisti, peccatori, trasgressori, uno di coloro che rigetta la verità, decide di seguire il male e commette ogni forma di peccato maggiore).

Quando Faraone si rese conto che erano scappati li inseguì con il proprio esercito.

Intanto il popolo era arrivato al Mar Rosso che sembrava davvero una barriera insormontabile. Alla disperazione del popolo, Mosè (alehyh salem) rispose che aspettava l’ispirazione da Allah. Mosè (alehyh salem) gettò il bastone e il mare di scisse in due, le creste delle onde stavano come montagne ai due lati. Mosè (alehyh salem) condussse il suo popolo attraverso il mare scisso/spaccato. Videro l’esercito di Faraone avvicinarsi, in procinto di intraprenderela strada nel mare scisso come loro avevano fatto. Comunque Allah aveva già preordinato tutto.
N.(8) disegna l'attraversamento del Mar Rosso
Dal nostro libro sul profeta Mose (alehyh salem)
 
 

Faraone e il suo esercito avevano visto il miracolo, ma il suo orgogolio lo spinse  ancora a rifiutare la verità. L’esercito si inoltrò nelle onde aperte e poi Allah richiuse il mare su di essi facendoli annegare.

E rivelammo a Mosè: “Fa' partire i Miei servi nottetempo. Certamente sarete inseguiti”.  Faraone mandò messi in tutte le città: [perché dicessero:] “Invero, sono un gruppo esiguo, e ci hanno irritato, mentre noi siamo ben vigili”. Facemmo sì che abbandonassero giardini e fonti, tesori e graziose dimore. Così fu, e [tutto] demmo in eredità ai Figli di Israele. Al levarsi del sole li inseguirono. Quando le due schiere si avvistarono, i compagni di Mosè dissero: “Saremo raggiunti!”.  Disse [Mosè]: “Giammai, il mio Signore è con me e mi guiderà”.  Rivelammo a Mosè: “Colpisci il mare con il tuo bastone”. Subito si aprì e ogni parte [dell'acqua] fu come una montagna enorme. Facemmo avvicinare gli altri, e salvammo Mosè e tutti coloro che erano con lui,  mentre annegammo gli altri.  In verità, in ciò vi è un segno! Ma la maggior parte di loro non crede.  In verità, il tuo Signore è l'Eccelso, il Misericordioso. (Corano, Sura Ash-Shu’ara, I Poeti, 20:52-68)

In preda la terrore e al panico, capendo che la fine era ormai giunta, Faraone fece la sua dichiarazione di fede:”Credo che non esiste altro Dio meritevole di essere venerato se non Allah in Cui il popolo di Israele crede, e mi sottometto a Lui.” Ma Allah non accettò la sua confessione, perché queste erano le parole di un tiranno, che fece la sua dichiarazione di fede quando l’anima si era già staccata dal corpo e le acque si chiusero su di lui, annegandolo.

La storia di Faraone ebbe fine in modo tragico, le onde spazzarono via il suo corpo. Gli Egiziani lo videro e realizzarono che il loro dio, che avevano sempre venerato e a cui si rivolgevano per aiuto, non era affatto immortale..era null’altro che un corpo senza vita e inutile.

E facemmo attraversare il mare ai Figli di Israele. Faraone e le sue armate li inseguirono per accanimento e ostilità. Poi, quando fu sul punto di annegare, [Faraone] disse: “Credo che non c'è altro dio, all'infuori di Colui in cui credono i Figli di Israele e sono tra coloro che si sottomettono”.  [Disse Allah]: “Ora ti penti, quando prima hai disobbedito ed eri uno dei corruttori?  Oggi salveremo il tuo corpo, affinché tu sia un segno per quelli che verranno dopo di te. Ma in verità, la maggioranza degli uomini sono incuranti dei segni Nostri. (Corano, Sura Yunus, 10:90-92)

Ariguardo di Faraone:

Allah ta’ala non accettò l’orgoglio ostinato di Faraone, egli infatti credeva di essere un dio e voleva essere odorato come tale.

Questionario:

Ma Faraone pronunciò la shahadah, perché Allah ta’ala non la accettò? Perché Allah ta’ala ci dona tutta una vita per riflettere e ripensare ai nostri peccati, quando Faraone pronunciò quelle parole la sua anima si stava già staccando dal corpo, era cioè troppo tardi.

Il corpo di Faraone è conservato, perché? Esso rappresenta un ammonimento, un avvertimento per tutte le generazioni future.

 

Il popolo di Mosè (alehyh salem) desidera un idolo

Nonostante la sua morte, Faraone lasciò un’influenza negativa nel popolo di Israele...tanti anni di oppressione, umiltà e annichilimento erano duri da dimenticare. Il popolo era insicuro e debole nella propria fede. Questi anni lo avevano marchiato e lo avevano reso assuefatto all’umiliazione e al soggiogamento, era ormai avvezzo a sottomettersi ad altri oltre Allah. Faraone aveva represso gli animi dei Figli di Israele e rovinato la loro natura tanto che iniziarono a torturare Mosè (alehyh salem) con la loro ignoranza e la loro ostinazione. Passarono accanto ad un popolo che adorava idoli, ed invece di mostrare la propria indignazione lodando Allah per la Sua guida, chiesero a Mosè (alehyh salem) un idolo da venerare proprio come quelle persone facevano. Erano gelosi che altri avessero idoli e loro no perché desideravano lo stesso.

Facemmo traversare il mare ai Figli di Israele.  Incontrarono un popolo che cercava rifugio presso i propri idoli. Dissero: “O Mosè, dacci un dio simile ai loro dèi”. Disse: “In verità siete un popolo di ignoranti”. Sì, il culto a cui si dedicano sarà distrutto e sarà reso vano il loro operare. Disse: “Dovrei cercare per voi un altro dio, all'infuori di Allah, Colui Che vi ha preferito alle altre creature?”.  E quando vi salvammo dalla famiglia di Faraone che vi infliggeva il peggiore dei tormenti: uccideva i vostri figli e risparmiava le vostre femmine; era questa una dura prova, da parte del vostro Signore!  (Corano, Sura Al-A’raf, 7:138-141)

Il popolo di Israele fu favorito da Allah in ogni modo con la Sua grazia e la Sua generosità. Fu salvato dall’oppressione e testimoniò l’annegamento di Faraone. Quando necessitarono acqua nella terra arida, Allah ordinò Mosè (alehyh salem) di battere una roccia dalla quale sgorgarono 12 diverse fonti per le 12 diversi tribù in modo tale da non dover neppure razionare l’acqua. Allah mantenne il cielo nuvoloso affinché non fossero oppressi dal caldo eccessivo. Per alleviare la loro fame, la manna venne dal cielo e quaglie. Invece di apprezzare i doni di Allah, essi dissero che ne erano disgustati, desiderano cipolle, aglio, fagioli e lenticchie che erano cibi tradizionali egizi. Chiesero a Mosè (alehyh salem) di pregare Allah che la terra gli donasse di questi frutti. Mosè (alehyh salem) li ammonì a riguardo della loro disubbidienza e ingratitudine.

E quando Mosè chiese acqua per il suo popolo, dicemmo: “Colpisci la roccia con il tuo bastone”. E, improvvisamente, sgorgarono dodici fonti, e ogni tribù seppe dove doveva bere! “Mangiate e bevete il sostentamento di Allah e non spargete la corruzione sulla terra.” 

E quando diceste: “O Mosè, non possiamo più tollerare un unico alimento. Prega per noi il tuo Signore che, dalla terra, faccia crescere per noi legumi, cetrioli, aglio, lenticchie e cipolle!”. Egli disse: “Volete scambiare il meglio con il peggio? Tornate in Egitto, colà troverete certamente quello che chiedete!”. E furono colpiti dall'abiezione e dalla miseria e subirono la collera di Allah, perché dissimulavano i segni di Allah e uccidevano i profeti ingiustamente. Questo perché disobbedivano e trasgredivano. (Coran, Sura Al-Baqarah, La Giovenca, 2:60-61)

Attività generali di scrittura (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

Riassunti, questionari, libricino, booklet, leaflet/brochure (per far conoscere ai non musulmani la vera storia di questo profeta), temi su singoli paragrafi accompagnati da illustrazioni

Copia delle ayat dal Corano

Attività suggerite (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

Disegni, posters, lapbooks, dipinti con le seguenti tematiche:

La cesta che galleggia sul Nilo

Il fiume Nilo con i coccodrilli

Il palazzo reale di Faraone e le dimore umili dei Figli di Israele

Il palazzo di Qarun con tutte le sue immense ricchezze inghiottito dalla terra

Il viaggio nel deserto e la fonte dove abbeverare le bestie al pascolo

Il Monte Sinai

La montagna con il cespuglio in fiamme

Bastone di Musa (aleyy salem)

Le piaghe dell’Egitto

Il Mar Rosso che si divide in due

La manna dal cielo

Da modellare col das, cartapesta o con la plastichina (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

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scene del deserto con la oasi

Gli alberi di palma, che si trovano spesso nelle oasi, possono essere recreati con dei rotoli di carta assorbente avanzati, dipinti di marrone oppure ricoperti di colla e rivestiti poi di carta colorata; le foglie con del cartoncino verde da ritagliare e poi incollare (oppure spillare)

Il deserto con della cartapesta arrotolando insieme dei mucchietti di giornale e posizionandoli su un cartone più grande, ricreando alcuni strati, posizionandoli in modo da dare l’impressione delle dune nel deserto. Lasciare asciugare per bene. Dipingete le dune e la sabbia in diverse sfumature.

 

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L'avvincente storia del Profeta Mosè (alehyh salem) LEZIONE 5


LEZIONE 5: La codardia e la viltà del popolo di Mosè

Allah aveva dato ordine a Mosè (alehyh salem) di condurre il popolo alla terra promessa (Palestina) terra promessa ad Abramo (alehyh salem) in cui i pii e coloro che temono Allah avrebbero prosperato. Ma il popolo di Israele era un popolo ingrato. Nonostante tutti i favori di Allah, non erano mai riconoscenti e non riuscivano a stare lontani dal male. Quando Mosè (alehyh salem) gli ordinò di conquistare la città dei cananiti dove risiedevano gli Ittiti (loro nemici che li avevano perseguitati), essi furono codardi e crearono mille scuse temendo di combattere. Piuttosto chiesero a Mosè (alehyh salem) di sfidare i nemici insieme al suo Signore.

E quando Mosè disse al suo popolo: “O popol mio! Ricordate la grazia di Allah su di voi, quando ha scelto tra voi i Profeti! E fece di voi dei re e vi diede quello che non aveva mai dato a nessun popolo al mondo. 

O popol mio, entrate nella terra santa che Allah vi ha destinata e non volgete le spalle: vi ritrovereste perdenti”.  Dissero: “O Mosè, essa è abitata da un popolo di tiranni. Noi non vi entreremo finché essi non siano usciti. Se escono, allora entreremo”.  Due dei loro, timorati e colmati da Allah di grazia, dissero: “Entrate dalla porta; quando sarete dentro, trionferete. 

Confidate in Allah se siete credenti”.  Dissero: “O Mosè, noi non entreremo finché saranno colà. Va' tu con il Signore tuo e combattete insieme. Noi resteremo qui in attesa”. (Corano, Sura Al-Ma’ida, La tavola imbandita, 5:20-24)

Allah li punì condannandoli a vagare nel deserto senza dimora per 40 anni.

Disse [Allah]: “Ebbene, questo paese sarà loro vietato per quarant'anni ed essi erreranno sulla terra. Non ti affliggere per un popolo di iniqui”. (Corano, Sura Al-Ma’ida, La tavola imbandita, 5:26)

Mosè digiuna per 40 giorni

Il popolo non aveva destinazione alcuna, iniziarono a vagare... vagare... vagare senza meta. Ogni giorno iniziava e terminava nello stesso modo. Entrarono nel Sinai. Mosè ritornò nello stesso posto in cui aveva parlato ad Allah la prima volta. Chiese ad Allah guida nel giudicare il proprio popolo. Allah gli ordinò di purificarsi digiunando per 30 giorni dopo i quali si sarebbe dovuto recare sul Monte Sinai dove gli sarebbe stata consegnata una Legge con cui governare il suo popolo.

E fissammo per Mosè un termine di trenta notti, che completammo con altre dieci, affinché fosse raggiunto il termine di quaranta notti stabilito dal suo Signore. E Mosè disse a suo fratello Aronne: “Sostituiscimi alla guida del mio popolo, agisci bene e non seguire il sentiero dei corruttori”. (7:142)

Mosè  chiese ad Allah di mostrarsi:

E quando Mosè venne al Nostro luogo di convegno, e il suo Signore gli ebbe parlato, disse: “O Signor mio, mostraTi a me, affinché io Ti guardi”. Rispose: “No, tu non Mi vedrai, ma guarda il Monte; se rimane al suo posto, tu Mi vedrai”. Non appena il suo Signore si manifestò sul Monte esso divenne polvere e Mosè cadde folgorato. Quando ritornò in sé, disse: “Gloria a Te! Io mi pento e sono il primo dei credenti”.(7:143)

Allah gli dona le Tavole con dei comandamenti da consegnare al suo popolo e con i quali governare.

Scrivemmo per lui, sulle Tavole, un'esortazione su tutte le cose e la spiegazione precisa di ogni cosa. “Prendile con fermezza e comanda al tuo popolo di adeguarvisi al meglio. Presto vi mostrerò la dimora degli empi. (7:145)

I primissimi studiosi affermarono che i comandamenti che Allah diede a Mosè sono nel Corano:

Di': “Venite, vi reciterò quello che il vostro Signore vi ha proibito e cioè: non associateGli alcunché, siate buoni con i genitori, non uccidete i vostri bambini in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro.  Non avvicinatevi alle cose turpi, siano esse palesi o nascoste. E, a parte il buon diritto, non uccidete nessuno di coloro che Allah ha reso sacri. Ecco quello che vi comanda, affinché comprendiate.  Non avvicinatevi, se non per il meglio, ai beni dell'orfano, finché non abbia raggiunto la maggior età, e riempite la misura e date il peso con giustizia. Non imponiamo a nessuno oltre le sue possibilità. Quando parlate siate giusti, anche se è coinvolto un parente. Obbedite al patto con Allah. Ecco cosa vi ordina. Forse ve ne ricorderete.  In verità, questa è la Mia retta via: seguitela e non seguite i sentieri che vi allontanerebbero dalla Sua Via . Ecco cosa vi comanda, affinché siate timorati”. (Corano 6:151-153)

Allah dona la Torah a Mosè (aleyhy salem), una delle Sacre Scritture

E poi demmo la Scrittura a Mosè, corollario [della Nostra Grazia], spiegazione chiara di tutte le cose, guida e misericordia, affinché credessero nell'incontro con il loro Signore.  Questo è un Libro Benedetto che Noi abbiamo fatto scendere, seguitelo allora e siate timorati [di Allah], sicché possiate essere oggetto di misericordia,  affinché non diciate: “È stata fatta scendere la Scrittura solo su due popoli nostri predecessori e noi ne ignoravamo gli insegnamenti”.  O diciate: “Se la Scrittura fosse stata fatta scendere su di noi, saremmo stati meglio guidati di loro”. Ecco che dal vostro Signore vi sono giunte prove, guida e misericordia. Dopo di ciò, chi sarà peggior ingiusto di quello che smentisce i segni di Allah e se ne allontana? Presto compenseremo quelli che si allontanano dai Nostri segni con un duro castigo per essersi allontanati. (Corano 6:154-157)

La storia del vitello d’oro

Mosè (aleyhy salem) si era allontanato per 40 giorni dal suo popolo per ordine di Allah. Ma quando fu via, essi decisero di plasmarsi un idolo. Per idea di As-Samiri fu raccolto tutto l’oro che possedevano, fu sciolto e ne fu plasmato un vitello d’oro. As-Samiri disse che questo rappresentava il loro dio a cui rivolgere la propria venerazione, che questo era lo stesso dio di Mosè (aleyhy salem) anche se egli l’aveva dimenticato. Aronne, il fratello di Mosè (aleyhum salem), cercò di farli ragionare parlandogli di Allah, di quanto Egli fosse Misericordioso, ma essi vollero nuovamente rivolgersi al paganesimo. Quando Mosè (aleyhy salem) ritornò, li trovò danzando e ballando attorno al loro idolo, e si infuriò.

Allah gli aveva comunque già rivelato sul Monte Sinai che, grazie all’influenza negativa di As-Samiri, il popolo si era sviato.

“Cos'è che ti ha spinto a sopravanzare il tuo popolo, o Mosè?”  Rispose: “Essi sono sui miei passi. Mi sono affrettato verso di Te, o Signore, per compiacerTi”. Disse: “In tua assenza abbiamo tentato la tua gente e il Sâmirî li ha traviati”.  Ritornò Mosè al suo popolo pieno di collera e dispiacere, disse: “O popol mio, non vi ha fatto il vostro Signore una bella promessa? [L'attesa] del patto era troppo lunga per voi? Avete voluto che fosse su di voi la collera del vostro Signore e così avete mancato alla promessa che mi avevate fatto?”. (20:83-86)

Mosè (aleyhy salem) si infuriò anche con Aronne (alehyh salem) ma si rese poi conto che questi aveva fatto tutto il possibile e cacciò via As-Samiri ordinandogli di bruciare il loro idolo e di spargerne i resti nel mare. (per riferimenti coranici si veda 20: 83-98)

La punizione degli idolatri

A differenza di tutte le altre volte, questo peccato non passò impunito. La punizione fu severa: la morte. I colpevoli avrebbero dovuto pentirsi per le atrocità che avevano operato e poi dovevano essere uccisi dal gruppo di innocenti. A proposito di quest'ordine riferiamo l'esegesi di Ibn Abbas che disse: “In seguito ad un ordine ricevuto dal suo Signore, Mosè ordinò al suo popolo: Uccidetevi!". Allora quelli che si erano abbandonati all'adorazione del Vitello si misero da parte, si sedettero e gli altri brandirono i coltelli. Scese su di loro una notte profondissima e cominciarono ad uccidersi l'un l'altro finché l'oscurità non si dissipò. Ci furono settantamila vittime. Tutti quelli che furono uccisi e tutti quelli che sopravvissero furono perdonati”
E quando Mosè disse al suo popolo: “O popol mio, invero vi siete fatti un grande torto prendendovi il Vitello. Pentitevi al vostro Creatore e datevi la morte: questa è la cosa migliore, di fronte al vostro Creatore”. Poi Allah accolse il vostro [pentimento]. In verità Egli accoglie sempre [il pentimento], è il Misericordioso (2:54)

Il popolo chiede di vedere Allah

Mosè (aleyhy salem) ritornò sul Monte Sinai con 70 degli anziani, egli parlò con Allah e Allah parlò direttamente a Mosè (aleyhy salem). Questo fu l’ultimo miracolo al quale assistettero ma non fu sufficiente. Essi chiesero di vedere Allah. Questa fu una grande delusione. Era un popolo troppo legato alla materialità e al mondo dei sensi. Essi furono puniti istantaneamente con un sisma che stupefece i loro corpi lasciandoli morti. Mosè (aleyhy salem) pregò per essi, prego Allah ta’ala di perdonarli e Allah li risuscitò.

Mosè scelse settanta uomini del suo popolo, per il Nostro luogo di convegno. Dopo che li colse il cataclisma, disse: “O Signore, se Tu avessi voluto, già li avresti distrutti in precedenza e me con loro. Ci distruggerai per ciò che hanno commesso gli stolti della nostra gente? Questa non è se non una prova da parte Tua, con la quale svii chi vuoi e guidi chi vuoi. Tu sei il nostro Patrono, perdonaci e usaci misericordia. Tu sei il migliore dei perdonatori.  Annoveraci un bene in questa vita terrena e un bene nell'Altra vita. Ecco che, pentiti, ritorniamo a Te”. E [Allah] disse: “Farò sì che il Mio castigo colpisca chi voglio, ma la Mia misericordia abbraccia ogni cosa: la riserverò a coloro che [Mi] temono e pagano la decima, a coloro che credono nei Nostri segni, a coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nell'Ingil, colui che ordina le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose buone e vieta quelle cattive, che li libera del loro fardello e dei legami che li opprimono. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno”. (7:155-157)

Attività generali di scrittura (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

Riassunti, questionari, libricino, booklet, leaflet/brochure (per far conoscere ai non musulmani la vera storia di questo profeta), temi su singoli paragrafi accompagnati da illustrazioni

Copia delle ayat dal Corano

Attività suggerite (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

Disegni, posters, lapbooks, dipinti con le seguenti tematiche:

La cesta che galleggia sul Nilo

Il fiume Nilo con i coccodrilli

Il palazzo reale di Faraone e le dimore umili dei Figli di Israele

Il palazzo di Qarun con tutte le sue immense ricchezze inghiottito dalla terra

Il viaggio nel deserto e la fonte dove abbeverare le bestie al pascolo

Il Monte Sinai

La montagna con il cespuglio in fiamme

Bastone di Musa (aleyy salem)

Le piaghe dell’Egitto

Il Mar Rosso che si divide in due

La manna dal cielo

Da modellare col das, cartapesta o con la plastichina (da coordinare con la parte della storia che si sta studiando):

vedi tematiche sopra

scene del deserto con la oasi

Gli alberi di palma, che si trovano spesso nelle oasi, possono essere recreati con dei rotoli di carta assorbente avanzati, dipinti di marrone oppure ricoperti di colla e rivestiti poi di carta colorata; le foglie con del cartoncino verde da ritagliare e poi incollare (oppure spillare)

Il deserto con della cartapesta arrotolando insieme dei mucchietti di giornale e posizionandoli su un cartone più grande, ricreando alcuni strati, posizionandoli in modo da dare l’impressione delle dune nel deserto. Lasciare asciugare per bene. Dipingete le dune e la sabbia in diverse sfumature.

 

Segnalibro

Crea il tuo segnalibro personalizzato con ayat del Corano, oppure disegni. Stampalo, plastificalo e ritaglialo.